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Notti estive, con le finestre accese spalancate, che si spengono a una a una,
notti anche dentro le finestre, coi corpi nudi, i lenzuoli volanti, -
un mare calmo è la notte, che nemmeno sa quanto avviene nelle sue profondità.
Ciò che non conosco diventa una danza, mi fa girare vorticosamente,
l'erba ha l'odore di una giovane donna addormentata, gli odori hanno tatto, colore e forma,
li prendo in mano e ne plasmo corpi e campane;-
la scala, l'uccello, la sedia, la fonte,
gli animali, le statue, le case, i colli, l'autobus della notte,
tutto è copiato dal mio sogno, perchè a me
hanno confidato i loro canti più segreti i cinque usignoli
sapendo che io potevo ridirli bene, conservando sempre il loro segreto,
perciò un leone biondo cammina nella foresta
tenendo tra i denti davanti il mio verso. 

Così appena che un attimo tu sfiori l'immortalità, non hai più bisogno
di alcuna piccola o grande maschera, di corazze, pennacchi -
nudo il tuo corpo, nudo il tuo viso, l'amore del mondo ti vuole e ti prende tutto nudo, -
sopra di te si curva nuda la grande mano della Via lattea,
le prendi il polso con le due dita e le misuri le pulsazioni.

Vi prego, non dimenticate mai.

Non dimenticate quando li marchiarono come diversi,
così che potessero chiamarli "inferiori".
Non dimenticate quando ai loro figli fu proibito andare a scuola,
o quando furono picchiati e le loro case ridotte in cenere.
Non dimenticate quando furono portati via da quella cenere,
e gli fu imposto un viaggio sui treni che al ritorno erano sempre vuoti.
Non dimenticate mai quella bambina che perse la mano di sua madre nella folla di profughi
e aspettò il suo ritorno in silenzio, come un agnello smarrito,
congelando sul pavimento della stazione perchè nessuno avrebbe coperto una bambina ebrea.
Non dimenticate mai l'anima di quel ragazzo che volò in cielo come farfalle bianche
quando il suo sangue si sparse sul muro di mattoni mentre l'SS rideva
perchè era divertente uccidere un piccolo ladro di pane raffermo
nel ghetto più povero di Varsavia.

Non sono uomini di vaglia
i politici in battaglia,
pure in piena pandemia
è batracomiomachia!

Quindi non ti cercherò
e non mi cercherai,
non ti farò spazio nella mia mente.
E sarà dura realizzare
che siamo, ogni giorno, più lontano dagli abbracci,
dalle promesse,
e dalla lucida follia amorosa.
Lontana da due occhi nero pece,
lontana dalla morsa delle tue labbra.
E mi chiedo perchè, dopo appena due stagioni,
non sia ancora paga di te.
E fuori è ormai notte,
e così aspetterò
l'ultima
fredda metrò.
Riempirò vasi d'illusioni e aspettative.
E non sarai tu, non saranno le tue stelle,
nè il tuo sguardo
tra le vie della metropoli. 

(Mariateresa Malara)