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- Categoria: Piovono versi
Non siamo solo un giorno segnato in tosso,
nè un mazzo di mimose tra le mani.
Siamo passi antichi
che hanno imparato a camminare
anche scalzi.
Siamo la voce che trema
e poi si rafforza,
siamo il "basta" sussurrato
che diventa tempesta.
Dentro di noi vive
la bambina che sognava senza misura,
la ragazza che stretto i denti,
la donna che ha capito
di non dover chiedere spazio-
ma di essere spazio.
Abbiamo cucito ferite in silenzio,
raccolto pezzi,
ricostruito case dentro il petto
quando fuori crollava tutto.
Ci hanno chiamate fragili
perchè sentiamo troppo.
Ma è forza, la nostra.
E' coraggio restare sensibili
in un mondo che indurisce.
Siamo mani che creano,
menti che guidano,
cuori che non smettono di credere.
Siamo sorelle anche quando non ci conosciamo,
specchi l'una dell'altra,
radici intrecciate sotto la stessa terra.
L'8 marzo non è un fiore.
E' memoria.
E' strada fatta e ancora da fare.
E' la promessa che ci diciamo piano:
non torneremo più piccole
per far stare comodo il mondo.
Marcella Giustra
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Se la mia casa fosse costruita di parole
non temerei l'inverno
perchè l'umidità e le fessure
sarebbero metafore del freddo.
Se fossero i mattoni fatti solo di lettere
messe una sull'altra alla rinfusa
senza malta che faccia da collante
sarebbero espressione
dell'instabilità della mia vita
dei miei demoni e delle mie ossessioni,
del fuoco che mi assale
quando il suo crepitare si fa canto.
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Lascia accesa
l'ultima candela,
che t'importa?
Il sonno s'imbruna
e il fiume oleoso
celebra il rituale abbraccio.
Assaggia lento
quel cielo cucito
intorno alla mietitura
gialla dei seni.
Ogni frutto
cadrà
ormai maturo.





