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E pare ma è
Di rosso radioso
D'ora in poi vorrò
I miei pensieri
Ad accompagnare
Eccentrico vestito
Di memorie scattanti
Nella mente per riaverne
Un giovane futuro
Adesso che sfuma l'orlo
Verso pacatezze
Non sempre cercate
Lento forse ancora
Ma dolce inevitabile sicuro
Si sfila dal se del prima
Restando riverbero
Di solitudine arrossata
Al tramonto meridiano
Un tocco di presente
E pare ma è
un sottile rivo d'acqua setosa
Che chiacchiera incessante
Legando l'anima
A quell'approdo inaspettato
Nel cammino di due mani
Complici d'amore
Che la sorreggono
Viola infine il colore e la memoria.

Scivola furtivo e subdolo
nell'aria di veleni pregna
invisibile un nemico.
Subdolo profanatore
di libertà umane
attacchi senza distinzione
di sesso, di lingua, di religione.
Debole è il diritto
in un mondo, del gusto privo,
in balia della convenienza.
Insensibile ai colori,
di nero vestito, nelle notti
orfane di stelle e senza luna,
ti avvinghi, sporco parassita
al bianco, al giallo e al nero,
variopinti colori dell'umanità.

Italia che sventoli vecchie bandiere
per ritrovare la tua identità
pestata da morbo misterioso
cerchi respiro nella folata di vento
Noi circondiamo la scienza
mente inquieta e tenace
pioniera dei varchi di vita
ove la morte insegue veloce
sotto gli occhi il governo e gli eroi
bando a ideologie e fazioni
riuniti sotto un cielo comune
con la solidarietà di stati fratelli
ogni uomo è un alveolo oscuro
da scrutare guarire o inviare
dove fiamme si alzano ardite
per brillare ceneri domani
a Lourdes sono chiusi i cancelli
con il manto della Vergine attenta
ad avvolgere l'intero cosmo
a intercedere con alta sovranità 

(Natina Pizzi)

Sole.

Sole e distanti.

Sole con le nostre paure
a guardare il nulla.
Sole a sentire che il coraggio
viene meno.
Non ci sono ricariche
nessuno ne ha abbastanza
da donarcelo.
Occorre centellinarlo
gocci dopo goccia. Servià
nei giorni dell'attesa
nelle notti di pianto.
Fino a quando la luce di una nuova alba
metterà in fuga le tenebre. 

(Maria Carmela Malara)