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                          (in memoria di Enrico Costa)

 

Ho troppe cose nella mente

e cammino sulla sponda del mio fiume solitario

non vedrò altri uomini nudi di spirito

solo quei riflessi d'anima sul lago ghiacciato.

 

Lasciami sfiorare con i palmi delle mani

questi brividi di dolore sul dorso delle nuvole

sono lividi che feriscono i ricordi

pagine lontane scritte nella tempesta.

Si specchiano nelle gocce di rugiada

le sontuose corolle dei fiori

e maestosi danzano i petali

nello stupore degli occhi bambini

mentre gli artigiani dell'arcobaleno

fantastici drappi stendono

sulle strade usurate

dalla frenetica routine feriale

e vellutati petali raccontano

profumi di colori olezzanti

incenso orante come le mani

delle nonne infarcite di grani

che arse labbra succhiano

al nettare delle immagini divine

sgorgante dai capolavori

di popolare tenera devozione

 

(Giuseppe Sinopoli)

Rivolgetemi gli occhi.

Mamma spalanca le tue tenere braccia

Papà allunga le tue più forti e  vigorose

mani per farmi salire lassù con voi

a scaldarmi con un sorriso e con il vostro

tepore come quando sulla spiaggia

di Ganzirri mi accoglieste appena nato.

 

Enrico Costa

"Risorgerai Cattedrale di Notre Dame
simbolo di quel che giammai muore
impronta profonda di arte
nell'anima che oggi
trabocca di preci e stupore
di fiamma che brucia la pelle
di fumo che ottenebra gli occhi
di èupille laiche e cristiane
tu sarai la Cattedrale del domani