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 di Anna Foti

«Le figure di Falcone e Borsellino, come di tanti altri servitori dello Stato caduti nella lotta al crimine organizzato, hanno fatto crescere nella società il senso del dovere e dell’impegno per contrastare la mafia e per far luce sulle sue tenebre, infondendo coraggio, suscitando rigetto e indignazione, provocando volontà di giustizia e di legalità. (...) I mafiosi nel progettare l’assassinio dei due magistrati, non avevano previsto un aspetto decisivo: quel che avrebbe provocato nella società. Nella loro mentalità criminale, non avevano previsto che l’insegnamento di Falcone e di Borsellino, il loro esempio, i valori da loro manifestati, sarebbero sopravvissuti, rafforzandosi, oltre la loro morte: diffondendosi, trasmettendo aspirazione di libertà dal crimine, radicandosi nella coscienza e nell’affetto delle tante persone oneste». Questi alcuni brani del discorso che, in questa giornata della Legalità, ha pronunciato il presidente della nostra Repubblica, Sergio Mattarella, tra le cui braccia morì per mano mafiosa, il fratello Piersanti, allora presidente della Regione Siciliana, nel 1980. 

di Anna Foti

L’Argentina ospita e vince i suoi primi Mondiali di Calcio mentre una intera generazioni di giovani scompare sotto la mano atroce della dittatura di Jorge Rafael Videla che, trionfante agli occhi del mondo, consegna la Coppa al capitano Daniel Passerella. A un chilometro di distanza dallo stadio Monumental di Buenos Aires lo stesso Videla conduce la sua “guerra sporca” torturando presso l’Esma (Escuela Superior de Mecánica de la Armada) chi non rinuncia alla Libertà e chi non abbia appoggiato il golpe miliare di due anni prima. 

In Spagna dopo 40 anni di regime dittatoriale franchista, viene approvata la Costituzione, preludio della nuova era democratica da lì a breve affidata (attraverso la cosiddetta Transizione spagnola) ad una monarchia parlamentare. 

In cielo si avvista Caronte, il primo e più massiccio dei satelliti di Plutone. Tre americani, Ben Abruzzo, Maxie Anderson e Larry Newman, riescono nell’impresa di sorvolare l’oceano Atlantico, per la prima volta a bordo della mongolfiera Double Eagle II, sbarcando il 17 agosto 1978 a Miserey vicino a Parigi, 137 ore 6 minuti dopo la partenza da Presque Isle, nel Maine. 

È l’anno dei tre Papi: Città del Vaticano e il mondo cattolico assistono alla morte di papa Paolo VI e di Papa Giovanni Paolo I, dopo solo 33 giorni di Pontificato, e accolgono papa Giovanni Paolo II che reggerà il Pontificato improntato al dialogo con le altre religioni fino al 2005 e che nel 2014 sarà proclamato Santo.

Con cilindro, frac e ukulele Rino Gaetano suona Gianna a Sanremo, a Marina di Pietrasanta Mina si esibisce per l’ultima volta in pubblico e in Giamaica ha luogo il primo festival di musica Reggae del mondo.

 

Non fu solo un concerto ma un racconto, avvolto in un intenso fascio di luce, di una vita con la musica. 

Una narrazione intessuta di parole e note, un intreccio di storie e spartiti eseguiti ad occhi chiusi o levati al cielo, eternamente ispirato e rapito da Euterpe, a stretto e diretto contatto con il suono. Nessuna amplificazione. Tra un brano e l’altro, un inchino e un tributo al suo pianoforte, un sorriso e un racconto al suo pubblico. Nel maggio 2016, una standing ovation aveva suggellato la tappa reggina al gremito teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria del tour “The twelfth room” (”La dodicesima stanza”), primo disco da solista. Sul palcoscenico lui, Ezio Bosso, il suo piano, la sua splendida musica, la sua incontenibile energia e la sua straordinaria sensibilità.

 

Premiato dall’allora assessora comunale alla Cultura di Reggio Calabria e componente della commissione Unesco, Patrizia Nardi, con il riccio d’argento di Gerardo Sacco, il maestro Bosso aveva dato vita al miglior live dell’edizione 2016 della kermesse artistica “Fatti di Musica”, promossa da Ruggero Pegna. 

 

Direttore con la bacchetta magica per antonomasia e solista creativo, Ezio Bosso si era già esibito nelle più importanti stagioni concertistiche internazionali come Royal Festival Hall, Southbank Center London, Sydney Opera House, Palacio de las Bellas Artes di Mexico city, Teatro Colon di Buenos Aires, Carnegie Hall NYC, Teatro Regio di Torino, Houston Symphony, Auditorium Parco della Musica Roma. 

di Anna Foti

Storie e leggende uniscono letteratura e tradizioni religiose nel segno di San Giorgio e dell’universale allegoria della lettura e della cultura che salvano dall’ignoranza. Un tassello di questo mosaico è rappresentato dalla città di Reggio Calabria che in San Giorgio, Santo nella Storia, riconosce il proprio Patrono, venerato come Megalomartire Cristiano in Italia (anche Calabria e nel Reggino) e in Europa, celebrato nel calendario gregoriano il 23 aprile, giorno della sua morte nel 303.

Un intreccio di storie suggestive è al centro della giornata del 23 aprile che nel 1616 si consegnò alla Storia universale per essere la data in cui si fermò la penna (ma non le parole già incise) di William Shakespeare e Miguel De Cervantes, entrambi in un certo senso legati alla storia di Messina, il primo per l’ipotesi dibattuta, per alcuni verità, secondo la quale il cigno di Avon sarebbe nato a Messina dove ha interamente ambientato la commedia Much ado about nothing (Troppo rumore per nulla) datata tra il 1599 ed il 1600, il secondo perché invece con certezza trascorse a Messina alcuni mesi di convalescenza dopo la storica battaglia navale di Lepanto, alla quale aveva partecipato con la flotta di don Juan de Austria, Don Giovanni d’Austria, salpata proprio da Messina nel 1571. Sulla riva siciliana dello Stretto, Cervantes ha scritto Le novelle esemplari (Novelas ejemplares) pubblicate nel 1613.

San Giorgio, patrono di Reggio Calabria, come di altri due capoluoghi di provincia (Ragusa e Ferrara), del capoluogo di regione Campobasso, di decine di comuni in tutta Italia, è anche protettore invocato in diversi paesi europei come la Catalogna, il Portogallo, l’Inghilterra, la Germania, la Russia.