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Il 10 aprile prossimo, alle ore 17.00, presso l'Aula magna dell'Istituto Galileo Galilei, il Circolo Rhegium Julii presenterà l'ultimo volume della scrittrice e poetessa Natina Pizzi, già nota per avere dato alle stampe altri sei importanti volumi, di cui uno in prosa, che hanno suscitato notevoli commenti in tutto il panorama culturale calabrese.

Ciò che ha sempre sorpreso della Pizzi, è la sua vocazione straordinaria alla creatività con una scelta di campo precisa: la poesia, che le consente di aprire finestre verso il mondo della trascendenza e, senza indulgere alla decantazione della sua sofferenza, a porre i problemi chiave della sua esistenza; la prosa, una scelta efficace di approfondimento delle ragioni del suo essere, della disabilità che l'ha colpita, verso la quale non è affatto tenera, ma caustica, perchè la costringe ad una battaglia incessante e quotidiana per dare le attese  risposte ai suoi interrogativi.

In questo libro la Pizzi è tranciante, un fiume in piena, non giustifica il suo stato, non perdona alla luce di essersi allontanata da Lei e di impedirle l'impatto desiderato con i volti delle persone che ama.

Un lavoro così è un grido all'indifferenza del nostro tempo che rende oltremodo difficile a chi è esposto maggiormente alle difficoltà di trovare le giuste soluzioni alla propria vita, ma è anche un modo di esorcizzare le difficoltà, di chiamarsi presente, di rammentare agli assenti che una vita reclama il diritto di non essere ignorata.