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Non siamo solo un giorno segnato in tosso,

nè un mazzo di mimose tra le mani.

Siamo passi antichi

che hanno imparato a camminare

anche scalzi.

 

Siamo la voce che trema

e poi si rafforza,

siamo il "basta" sussurrato

che diventa tempesta.

 

Dentro di noi vive

la bambina che sognava senza misura,

la ragazza che stretto i denti,

la donna che ha capito

di non dover chiedere spazio-

ma di essere spazio.

 

Abbiamo cucito ferite in silenzio,

raccolto pezzi,

ricostruito case dentro il petto

quando fuori crollava tutto.

 

Ci hanno chiamate fragili

perchè sentiamo troppo.

Ma è forza, la nostra.

E' coraggio restare sensibili

in un mondo che indurisce.

 

Siamo mani che creano,

menti che guidano,

cuori che non smettono di credere.

 

Siamo sorelle anche quando non ci conosciamo,

specchi l'una dell'altra,

radici intrecciate sotto la stessa terra.

 

L'8 marzo non è un fiore.

E' memoria.

E' strada fatta e ancora da fare.

E' la promessa che ci diciamo piano:

non torneremo più piccole

per far stare comodo il mondo.

 

Marcella Giustra