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    Caffè letterari 2021: Incontro con lo scrittore Domenico Dara

Dialogano con il coautore Santo Strati lo storico prof. Pasquale Amato e il dott. Eduardo Lamberti Castronuovo. Modera il giornalista Giorgio Neri. Evento a cura del Circolo Rhegium Julii. Introduzione di Pino Bova.

Sono trascorsi più di 50 anni da quelle tragiche giornate dei fatti di Reggio, raccontate da un libro edito nel 1972, Buio a Reggio, di Luigi Malafarina, Franco Bruno e Santo Strati, vincitore nello stesso anno del Premio Villa San Giovanni e del Rhegium Julii. Il libro in una nuova edizione riveduta e curata da Santo Strati, giornalista – direttore del quotidiano Calabria.Live – è stato pubblicato nella ricorrenza del cinquantenario, il 14 luglio 2020, ma a causa della pandemia la sua presentazione era stata rinviata.

Cos’è cambiato in questi 50 anni a Reggio? La riedizione del libro offre l’occasione per rivisitare promesse non mantenute e impegni disattesi da una classe politica che non mostrava di avere a cuore le sorti della città. I giovani conoscono poco o niente di quei tragici giorni che contarono sei morti, centinaia di mutilati, e migliaia di feriti, migliaia tra arrestati e denunciati. Una rivolta di popolo raccontata da Buio Reggio, giorno per giorno, attraverso gli occhi e la penna di centinaia di giornalisti arrivati da ogni parte del mondo. Un reportage straordinario che rappresenta la memoria storica di quelle drammatiche giornate.

Il libro (920 pagine, edizioni Media&Books) ripropone documenti, dichiarazioni, foto e le immagini di tutti i protagonisti (politici e non) di quelle giornate e offre un racconto non di parte di tutto quello che avvenne a partire dal 14 luglio 1970 fino al 31 dicembre 1971, quando si chiuse definitivamente un ciclo di dolore per Reggio e i reggini.


La città ha conosciuto il fumo dei lacrimogeni, il dramma dei morti, dei feriti, le distruzioni, la rabbia di un popolo tradito, persino la sospensione delle libertà costituzionali. Uno stato di guerra (arrivarono persino i cingolati a Reggio per domare la rivolta), ma non in nome del pennacchio del capoluogo, ma per il bisogno di gridare lo sdegno e la rabbia di continue mortificazioni per un risveglio che solo in parte è avvenuto. Sono trascorsi 50 anni e tante cose sono cambiate, ma rimane aperta una ferita insanabile che Buio a Reggio ha raccontato con onestà e assoluta terzietà.

Malafarina e Bruno sono scomparsi da molti anni: nel loro ricordo e a memoria di un impegno che li ha visti insieme a consultare migliaia di documenti, migliaia e migliaia di ritagli stampa di tutto il mondo per scrivere e raccontare i fatti di Reggio, Strati ha voluto, in occasione dei 50 anni dalla rivolta, riproporre una nuova edizione con un editoriale amaro, ma fedele alla realtà storica di ieri e di oggi. È su questo tema che si svilupperà un dibattito che si preannuncia caldo nella sala della Curia Arcivescovile di Reggio (via T. Campanella 62) che porta il nome del Beato mons Giovanni Ferro, uno dei protagonisti di quei giorni, il cui intervento unitamente a quello del questore Santillo ha permesso di evitare ancora più lutti, dall’una e dall’altra parte: i reggini e le forze di polizia arrivate in assetto di guerra a fronteggiare un popolo che voleva solo avere ascolto.