Milena Palminteri, premio Corrado Alvaro per la narrativa con il volume “Come l’arancio amaro” (Bompiani); Milena Gabanelli e Simona Ravizza premio Leonida Repaci per la saggistica con il volume “Codice Rosso” (Fuoriscena), Giancarlo Pontiggia, premio Lorenzo Calogero per la poesia con la raccolta “La materia del contendere” (Garzanti); Fabrizio Mollo, premio Gaetano Cingari per gli studi meridionalistici con il volume “Gli altri. Le popolazioni non greche della Calabria antica IX-III secolo a.C.” (Rubbettino) sono i vincitori della cinquantasettesima edizione dei Premi Rhegium Julii edizione 2025.
Sono queste le conclusioni a cui è pervenuta la giuria presieduta dal giornalista Roberto Napoletano e composta da: Corrado Calabrò (presidente onorario) Benedetta Borrata, Giuseppe Caridi, Gioacchino Criaco, Nadia Crucitti, Mimmo Gangemi, Dante Maffia, Annarosa Macrì, Pietro Perone e Giuseppe Smorto dopo un approfondito lavoro di selezione.
I premi saranno consegnati venerdì 07 novembre prossimo, alle ore 21.00, presso Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria in una serata molto speciale condotta dalla giornalista e poetessa Ilda Tripodi.
Sarà presente per l’occasione il teologo Prof. Vito Mancuso, figura di primo piano del nostro Paese, con una Laurea magistrale Honoris causa in Giurisprudenza nel 2018 assegnata dall’Università della Calabria e diversi premi nazionali e internazionali al suo attivo. Al prof. Vito Mancuso è stato assegnato il Premio internazionale “Città dello Stretto” 2025. Intitolato al fondatore dell’Associazione Giuseppe Casile.
Nato il 9 dicembre 1962 a Carate Brianza da genitori siciliani, Vito Mancuso è dottore in teologia sistematica. Dopo il liceo classico statale a Desio (Milano), ha iniziato lo studio della teologia nel Seminario arcivescovile di Milano dove al termine del quinquennio ha conseguito il Baccellierato, primo grado accademico in teologia, ed è stato ordinato sacerdote dal cardinale Carlo Maria Martini all’età di 23 anni e sei mesi. A distanza di un anno ha chiesto di essere dispensato dalla vita sacerdotale e di dedicarsi solo allo studio della teologia. Dietro indicazione del cardinal Martini ha vissuto due anni a Napoli presso il teologo Bruno Forte (attuale arcivescovo di Chieti e Presidente della Commissione Episcopale per la Dottrina della Fede della Cei), sotto la cui direzione ha conseguito il secondo grado accademico, la Licenza, presso la Facoltà Teologica “San Tommaso d’Aquino”. Ha quindi iniziato a lavorare in editoria (Piemme, Mondadori, San Paolo, ancora Mondadori) proseguendo lo studio della teologia per il terzo e conclusivo grado accademico, il Dottorato, conseguito nel 1996 con il punteggio di 90/90 summa cum laude. Tesi dottorale: La salvezza della storia. La filosofia di Hegel come teologia, primo relatore Piero Coda (attuale Presidente dell’Associazione Teologica Italiana). La tesi è stata in seguito pubblicata da Piemme col titolo Hegel teologo e l’imperdonabile assenza del Principe di questo mondo. Ricevuta la dispensa papale, si è sposato in una parrocchia milanese con Jadranka Korlat, ingegnere civile. Dal matrimonio sono nati Stefano nel 1995 e Caterina nel 1999.
Coltiva da anni un rapporto costante con la carta stampata; molti suoi articoli sono stati pubblicati su Avvenire, Panorama, Corriere della Sera, Il Foglio, La Stampa. Moltissime le recensioni e le interviste per la stampa, la radio e la televisione. Dal 2009 al 2017 è stato editorialista di “Repubblica”, e dal 2022 è editorialista de "La Stampa".
Ha partecipato a diverse rubriche televisive di Che tempo che fa (Fabio Fazio), L’Infedele (Gad Lerner), Le Storie, Quante Storie, Rebus (Corrado Augias, Giorgio Zanchini), Otto e mezzo (Giuliano Ferrara, Lilli Gruber), Uno Mattina, TG1, TG2, Maurizio Costanzo Show, di Martedì (La7), Geo (Rai3), Ogni cosa è illuminata (Camila Raznovich).
Con il 2025 il Rhegium Julii, nella nuova veste giuridica di Fondazione – Istituzioni e Imprese perla cultura ETS, rinnova il patto di rilancio del Mezzogiorno attraverso una rinnovata intesa tra Istituzioni, associazionismo, comunità e il mondo della cultura.
Saranno presenti giornalisti delle più importanti testate italiane, la RAI e il mondo della dell’Università e della scuola di Reggio Calabria che si apriranno a un confronto importante con le personalità presenti sul territorio.
La storia del Rhegium, del resto, non ha mai avuto connotazioni effimere e consumistiche, ma ha offerto sempre qualcosa di più: un cielo aperto sulla vita ricco di idee, di passione civile, di spinte all’edificazione culturale alimentata dai contributi di pensiero dei fondatori e l’entusiasmo dei nuovi talenti.
Il Rhegium Julii in 57 anni di vita, grazie alla spinta ed alla generosità dei tanti volontari, ha saputo coinvolgere straordinarie personalità calabresi come Gilda Trisolini, Emilio Argiroffi, Pasquino Crupi, Francesco Fiumara, esaltare prima le figure importanti di Leonida Repaci, Fortunato Seminara, Saverio Strati, Mario La Cava, Antonio Piromalli, Antonio Altomonte, Lorenzo Calogero e oggi degli scrittori Mimmo Gangemi, Gioacchino Criaco, Mimmo Nunnari, Annarosa Macrì, Benedetta Borrata, Nadia Crucitti, Giuseppe Caridi, e i poeti Corrado Calabrò e Dante Maffia che hanno trascinato tutti con la forza di un fiume in piena.
Ed è dal desiderio di accrescere ulteriormente il confronto oltre ogni barriera culturale, ideologica e di pensiero, che sono nati i Premi nazionali e internazionali Rhegium Julii che hanno registrato la presenza dei più grandi intellettuali del nostro Paese e del resto del mondo.
Oggi la Fondazione, dopo Guglielmo Calarco, Antonio Danat Cattin, Raffaele Nigro e Corrado Calabrò propone alla Presidenza della giuria una figura di primo piano del giornalismo italiano: il direttore del quotidiano Il Mattino Roberto Napoletano e sembra non fermarsi in più. Ha rafforzato la fede nella cultura, nella creatività, nell'antico sogno che ha fatto nascere la Polis prima, un Paese democratico poi.
C'è la coscienza di un servizio non ancora concluso, di una missione da compiere. Sotto i nostri occhi il mondo è sofferente per guerre interminabili, diseguaglianze, disumanità e a tutti appare essenziale lottare con convinzione per la promozione e la salvaguardia della bellezza, della pace, che restano obiettivi fondamentali per la qualità della nostra vita.
Il Rhegium Julii è consapevole di essere solo uno strumento di crescita di questo territorio e del nostro Paese, e, come sempre, continuerà a rispondere presente all'appello dei giovani per un futuro migliore. Il Rhegium Julii ci sarà.
Un pensiero sul nostro tempo
In questo primo quarto di secolo, l’andamento della politica e delle relazioni internazionali ha subito forti scossoni e, abituati come siamo a relazioni di democrazia consolidata e dialogante, non riusciamo a immaginare quali nuovi equilibri mondiali si possano ora disegnare.
Nonostante alcuni segni premonitori, questa nuova situazione sembra avere colto di sorpresa intere generazioni. All’improvviso tutto appare drammaticamente compromesso: la pace innanzitutto, e poi i rapporti di amicizia e solidarietà tra Paesi dell’Occidente. All’improvviso, scopriamo quanto sia presuntuoso, arrogante, distopico l’esercizio della forza bruta, della disumanità, della sopraffazione.
Restiamo increduli quando i Paesi più ricchi ed evoluti insistono sull’uso predatorio delle risorse del pianeta, o quando chiudono gli occhi su accadimenti preoccupanti come la distruzione di tante foreste sempreverdi, davanti all’avanzare della desertificazione, delle piogge torrenziali o del diluvio profetizzato dal mitico Noè.
La tecnologia, da sempre considerata un passo avanti per l’umanità, una opportunità di miglioramento delle condizioni di vita, appare oggi un potere capace di annientarci perchè qualcuno, che tiene i pulsanti, si esercita a imitare il Dio dei nostri padri, e può aprire e chiudere cinicamente e impunemente le reti di difesa delle nazioni, o confezionare e negare medicine, condizionare il mondo con fakenews preparate con cura nell’interesse proprio o di complici terzi, manipolare l’economia, affamare i popoli, decidere d’imperio dell’esistenza o meno di intere culture, di popoli, di etnie.
Ma che mondo è, verrebbe da dire. Dove sta andando il tanto esaltato homo sapiens, il divino inventore di miti, l’entità capace di esplorare l’animo umano, di parlargli, di scoprire l’estasi e il tormento, la voglia di elevarsi, di esaltare la bellezza del Creato e delle cose che incredibilmente ci hanno consentito la Creazione prima, le relazioni e la pacifica convivenza dopo.
Perché distruggere tutto questo per imporre il dominio del sé o di pochi, quando a chiunque governi è data la possibilità di costruire un rapporto armonico tra uomo e ambiente, una scelta capace di regalare meno ansie, meno dolore per tutti?
Davanti allo scempio di questi anni siamo costretti a ricrederci, a interrogarci emblematicamente sulla reale intelligenza dell’uomo, quell’entità straordinaria che aveva reso possibile il superamento di ogni forma di arroganza, d’ingiustizia, di mercificazione della vita umana e che oggi sembra preparare l’autodistruzione.
Non possiamo negare di aver raggiunto livelli molto alti di tecnologia, ma certo non è parimenti cresciuta la presa di coscienza dei problemi del nostro tempo, di quella sensibilità capace di addomesticare ogni tentativo di violenza, e la esacerbazione dei conflitti, per favorire una pace duratura.
Si parla anche in Europa di suprematismo, di nazionalismo, di edonismo, d’ipnocrazia, di inefficacia della democrazia. Di fatto si tratta di un ritorno alle visioni malate, a operazioni concepite da oligarchie incapaci di resistere alle spinte egemoniche personali che vorrebbero far prevalere fino alla follia.
Queste logiche stanno fuori dal futuro di pace per il quale abbiamo tanto lavorato, sognato, lottato, resistito.
Ed è tempo di riordinare le fila avendo rispetto per il bene comune e per chi ci sta accanto, per la dignità di popoli, uomini, donne e giovani, a cui gli esempi odierni stanno facendo davvero molto male.
La cultura è uno strumento importante quando contribuisce a far riflettere e a rimettere ordine ad ogni tentativo di fuorvianza. Basta pensare al ruolo del mondo dell’ informazione, alla capacità creativa, alla forza del pensiero filosofico, alla bellezza, alla capacità rigenerativa della poesia.
Il mondo e le sue creature vanno amati, difesi, salvaguardati. E va contrastato tutto ciò che lede l’autenticità e l’integrità della vita.
Costruiamolo insieme il nuovo tempo, purchè non sia quello della morte, della conculcazione dei diritti, della disumanità. Perchè sia di amore, di luce, e apra il cuore alla speranza.
Giuseppe Bova
Fondazione Rhegium Julii
PREMIO INTERNAZIONALE “CITTA’ DELLO STRETTO”
PROF. VITO MANCUSO
MOTIVAZIONE
Premio internazionale “Città dello Stretto”
intitolato a “Giuseppe Casile”
PROF. VITO MANCUSO
Motivazione di Roberto Napoletano
La Giuria del Premio internazionale “Città dello Stretto ha deliberato di conferire al Prof. Vito Mancuso il Premio Internazionale per il suo straordinario contributo al pensiero teologico contemporaneo.
Figura eminente nel panorama filosofico-religioso europeo, il Prof. Mancuso ha saputo coniugare la profondità della riflessione speculativa con l’urgenza etica e spirituale della nostra epoca. La sua opera si caratterizza per una costante tensione tra fedeltà alla tradizione e coraggiosa apertura al dialogo interdisciplinare, mostrando come la teologia possa e debba misurarsi con le grandi questioni poste dalla scienza, dalla filosofia e dalla società civile.
Attraverso una produzione editoriale di altissimo livello, tradotta in numerose lingue e accolta con riconoscimento dalla comunità accademica internazionale, egli ha saputo proporre un pensiero rigoroso e insieme accessibile, capace di parlare tanto alle aule universitarie quanto al vasto pubblico dei lettori. La sua riflessione si distingue per la centralità attribuita alla coscienza, alla libertà e alla responsabilità etica, restituendo alla dimensione religiosa un valore universale e inclusivo.
In un’epoca segnata da conflitti ideologici e da una diffusa crisi di senso, il Prof. Mancuso ha offerto una teologia che non divide ma unisce, che non si chiude nel dogma ma si apre al dialogo costruttivo tra fedi, culture e visioni del mondo. Per la chiarezza del suo linguaggio, la coerenza della sua ricerca e l’umanesimo spirituale che permea la sua opera, il suo pensiero si configura come punto di riferimento imprescindibile per chiunque cerchi una sintesi tra ragione e fede, tra sapere e vita.
Il Premio viene pertanto conferito al Prof. Vito Mancuso quale riconoscimento della sua capacità di elevare il discorso teologico a servizio dell’uomo e della comunità globale, rafforzando i legami tra cultura, spiritualità e responsabilità civile.
Bio-Bibliografia
Vito Mancuso, teologo laico e filosofo, ha insegnato presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, l'Università degli Studi di Padova, e attualmente è docente del master in Meditazione e Neuroscienze dell'Università degli Studi di Udine. Ha fondato e dirige presso il MAst di Bologna il «Laboratorio di Etica». È autore di numerosi saggi che hanno suscitato notevole attenzione da parte del pubblico su argomenti quali la filosofia di Kant (Destinazione Speranza) e di Hegel (Hegel teologo), le malattie e il dolore (Il dolore innocente), la fede (Rifondazione della fede), la natura di Dio (Dio e il suo destino), l’anima e la vita eterna (L’anima e il suo destino), l’autenticità (La vita autentica), l’amore (Io amo Piccola filosofia dell’amore), il pensiero (Il bisogno di pensare), la libertà (Il coraggio di essere liberi), la bellezza (La via della bellezza), l’etica (Etica per giorni difficili) e le virtù cardinali (La forza di essere migliori), il coraggio, la paura (Il coraggio e la paura), il senso della vita (A proposito del senso della vita – Questa Vita), la mente (La mente innamorata), la gioia (Non ti manchi mai la gioia). In un saggio ha presentato le figure di Socrate, Buddha, Confucio e Gesù (I quattro maestri). Il suo pensiero è oggetto di una monografia uscita in Germania (Essentials of Catholic Radicalism. An Introduction to the Lay Theology of Vito Mancuso) e può essere complessivamente definito come «filosofia della relazione». È editorialista del quotidiano «La Stampa».
Premi e onorificenze
2010 – Premio Capalbio dedicato all'etica e alla teologia per La vita autentica
2012 – Reggio Calabria: Premio Rhegium Julii "I. Falcomatà" dedicato alla saggistica con il volume Obbedienza e libertà. Critica e rinnovamento della coscienza cristiana
2014 – San Benedetto del Tronto: Premio Riviera delle Palme 2014 dedicato alla saggistica con il volume Io e Dio. Una guida dei perplessi
2014 – Premio Cortina 2014 sezione montagna per Sinai, scritto insieme a Nives Meroi
2015 – Premio Conad "Persone oltre le cose" 2015 Verona
2017 – "Premio Montale Fuori di Casa" 2017 La Spezia
2017 – "Premio Cimitile" 2017 come migliore opera edita nel settore saggistica con Il coraggio di essere liberi Cimitile (NA)
2018 – "Laurea Magistrale Honoris Causa in Giurisprudenza conferito dall'Università della Calabria"
2018 – "Premio “New Renaissance Award 2018" Festival del Nuovo Rinascimento Lucca
2019 – "Premio “Centro Nazionale Ricerche e Studi Autobiografici” Anghiari
Coltiva da anni un rapporto costante con la carta stampata; molti suoi articoli sono stati pubblicati su Avvenire, Panorama, Corriere della Sera, Il Foglio, La Stampa. Moltissime le recensioni e le interviste per la stampa, la radio e la televisione. Dal 2009 al 2017 è stato editorialista di “Repubblica”, e dal 2022 è editorialista de "La Stampa".
Apparizioni TV:
Che tempo che fa (Fabio Fazio), L’Infedele (Gad Lerner), Le Storie, Quante Storie, Rebus (Corrado Augias, Giorgio Zanchini), Otto e mezzo (Giuliano Ferrara, Lilli Gruber), Uno Mattina, TG1, TG2, Maurizio Costanzo Show, di Martedì (La7), Geo (Rai3), Ogni cosa è illuminata (Camila Raznovich).
MOTIVAZIONE SULLA TARGA
A cura del Circolo culturale Rhegium Julii
Per il suo contributo originale al pensiero teologico contemporaneo, capace di coniugare rigore intellettuale e apertura al dialogo con la scienza e la filosofia. Per la capacità di rendere accessibili temi complessi, offrendo un linguaggio chiaro e coinvolgente a un vasto pubblico internazionale. Per il suo impegno costante nella promozione di una spiritualità fondata sulla libertà, sulla responsabilità e sulla dignità umana.
MESSAGGIO AGLI STUDENTI
Nella vita finora ho imparato che tutti cercano la felicità ma che, supremo paradosso, ben pochi la trovano. Goethe, il più grande poeta tedesco, dichiarò di aver vissuto nella sua lunga e fortunatissima vita solo undici giorni di felicità. Esagerava? Troppo pochi? O troppo tanti? Il fatto è che tutti soffrono. Anche voi, che pure siete giovani e che siete l’immagine della felicità, di certo avete già sperimentato la noia, la sofferenza, il dolore.
Fino a quando conosciamo una persona superficialmente possiamo ritenerla felice per i sorrisi di circostanza con cui ognuno presenta se stesso, ma non appena la conoscenza si approfondisce iniziamo a vedere le ferite, le cicatrici, i traumi, le paure, le angosce.
Il che vale non solo per la conoscenza delle persone ma anche per la conoscenza della realtà nel suo insieme: della storia, della natura, della politica, dell’economia, della religione. Più conosciamo, più veniamo a sapere quanto dolore e quanta ingiustizia vi è nella vita.
Da qui proviene quell’atteggiamento diffuso (sbagliato ma comprensibile) che consiste nel rifiutarsi di conoscere e così rimanere felici nel senso di spensierati. È quanto Leopardi invidiava agli animali: “O greggia mia che posi, oh te beata, / che la miseria tua, credo, non sai! / Quanta invidia ti porto” (Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, versi 105-108). Il fatto però è che, senza conoscenza, si può avere la felicità che spetta alle pecore, non però l’autentica felicità di un essere umano.
Qual è la felicità che spetta a un essere umano degno di questo nome?
È quella che consiste nell’unificazione: nel compiersi della relazione. Il che si spiega perfettamente alla luce del fatto che la logica del mondo consiste esattamente nella relazione, perché non c’è nulla in questo mondo che non sia il risultato di una relazione, nulla che non sia un’aggregazione, nulla che non sia un sistema (a partire dall’aria che respiriamo dall’acqua che per la gran parte costituisce il nostro corpo). Tutto è frutto di relazione e quando la relazione si compie stabilmente dando origine a un sistema il risultato è l’armonia; e quindi, per i viventi, la gioia.
Per questo vi auguro, care ragazze e cari ragazzi, di guardare alla vostra vita come arte della relazione armoniosa.
OPERE
- Hegel teologo e l'imperdonabile assenza del "Principe di questo mondo", Casale Monferrato, Piemme, 1996. ISBN 88-384-2559-0.
- Dio e l'angelo dell'abisso, ovvero la visione cristiana del mondo, prefazione di Mario Luzi, Roma, Città Nuova, 1997. ISBN 88-311-7414-2.
- Il dolore innocente. L'handicap, la natura e Dio, prefazione di Edoardo Boncinelli, Milano, Mondadori, 2002. ISBN 88-04-50961-9.
- Per amore. Rifondazione della fede, Mondadori, 2005.
- Il dolore innocente. L'handicap, la natura e Dio, prefazione di Edoardo Boncinelli, Feltre, lettore: Ezio Bianchi, Centro Internazionale del Libro Parlato. 2008.
- L'anima e il suo destino, prefazione di Carlo Maria Martini, Milano, Raffaello Cortina, 2007. ISBN 978-88-6030-118-5.
- Disputa su Dio e dintorni, con Corrado Augias, Milano, Mondadori, 2009. ISBN 978-88-04-59126-9.
- La vita autentica, Milano, Raffaello Cortina, 2009. ISBN 978-88-6030-299-1.
- Che cosa vuol dire morire. Sei grandi filosofi di fronte all'ultima domanda, con Remo Bodei, Roberta De Monticelli, Giovanni Reale, Aldo Schiavone, Emanuele Severino, Torino, Einaudi, 2010. ISBN 978-88-06-20099-2.
- Io e Dio. Una guida dei perplessi, Milano, Garzanti, 2011. ISBN 978-88-11-60129-6.
- Obbedienza e libertà. Critica e rinnovamento della coscienza cristiana, Roma, Fazi, 2012. ISBN 978-88-6411-576-4.
- Obbedienza e libertà. Critica e rinnovamento della coscienza cristiana,Feltre, lettore: Ezio Bianchi, Centro Internazionale del Libro Parlato, 2012
- Conversazioni con Carlo Maria Martini, con Eugenio Scalfari, Roma, Fazi, 2012. ISBN 978-88-6411-635-8.
- Ho sognato una Chiesa. L'eredità della vita e del pensiero del cardinal Martini, con Luigi Bettazzi, Don Andrea Galloe Giuliano Pisapia, Roma, Aliberti, 2012. ISBN 978-88-6626-047-9.
- Il caso o la speranza? Un dibattito senza diplomazia, con Paolo Flores d'Arcais, Milano, Garzanti, 2013. ISBN 978-88-11-68459-6.
- Il principio passione. La forza che ci spinge ad amare, Milano, Garzanti, 2013. ISBN 978-88-11-60131-9.
- La montagna sacra raccontata da due testimoni d'eccezione, con Nives Meroi, Milano, Fabbri, 2014. ISBN 978-88-915-0318-3.
- La vita segreta di Gesù. I vangeli apocrifi spiegati da Vito Mancuso, Milano, Garzanti, 2014. ISBN 978-88-11-68781-8.
- La vita segreta di Gesù. I vangeli apocrifi spiegati da Vito Mancuso, Feltre, lettore: Ezio Bianchi, Centro Internazionale del Libro Parlato, 2014
- Io Amo. Piccola filosofia dell'amore, Milano, Garzanti, 2014. ISBN 978-88-11-68260-8.Dio e il suo destino, Milano, Garzanti, 2015. ISBN 978-88-11-68261-5.
- Questa Vita, Milano, Garzanti, 2015. ISBN 978-88-11-68902-7.
- Questa Vita,Feltre, lettore: Ezio Bianchi, Centro Internazionale del Libro Parlato, 2015Dio e il suo destino, Milano, Garzanti, 2015. ISBN 978-88-11-68261-5.
SCHEDE DEI VINCITORI
MILENA PALMINTERI
Nasce a Palermo e vive a Salerno. Ha lavorato tutta la vita come conservatore presso gli archivi notarili dove vengono custodite le nostre vicende individuali o collettive. Negli anni ’80 ha diretto l’archivio di Salerno dove si è imbattuta in una storia meritevole di essere raccontata. Quella storia raccontata arricchita da alcuni intrecci molto interessanti, è diventata il primo libro dell’autrice e un libro di grande successo dal titolo Come l’arancio amaro pubblicato dall’editore Mondadori. Il libro ha già vinto il Premio Bancarella 2025
Premio “Corrado Alvaro” per la narrativa
Come l’arancio amaro (2024 – Bompiani)
Relatore: Annarosa Macrì
MILENA GABANELLI
Giornalista pubblicista. Laureata alla Dams di Bologna, collabora con la RAI iniziando con programmi di attualità per la terza rete. Nel 1989 con Giovanni Minoli ed effettua reportage importanti dalla Cina, Vietnam, Cambogia. Inviata di guerra in diverse regioni del mondo tra cui Jugoslavia, Birmania, Sudafrica, Mozambico, Somalia, Cecenia racconta le atrocità del tempo. Nel 1997 nasce Report di cui è autrice e conduttrice. Con il programma affronta temi delicati legati alla salute, giustizia, inefficienze pubbliche, ecomafie, servizi segreti, Ferrovie dello Stato. Oggi collabora con il Corriere della sera e la 7. Tra le sue opere Le inchieste di report, Cara Politica. Come abbiamo toccato il fondo, Ecofollie. Per uno sviluppo sostenibile, Codice Rosso. Tra i premi ricevuti l’Ilaria Alpi, Il Premio Flaiano, il Saint Vincent, premio Falcone e Borsellino.
SIMONA RAVIZZA
Giornalista d’inchiesta del Corriere della sera. E’ caposervizio della redazione di Dataroom, rubrica di data journalism di Milena Gabanelli sui temi della sanità, immigrazione e politica. E’ coautrice di Codice Rosso. Nel 2020 ha vinto il premio giornalistico Premiolino.
Premio “Leonida Repaci” per la saggistica
Codice rosso (Fuoriscena)
Relatore: Giuseppe Smorto
GIANCARLO PONTIGGIA
Poeta, critico letterario e scrittore. Laureato all’Università di Milano con una tesi su Attilio Bertolucci. Dal 1971 al 1981 è stato Direttore della rivista “Niebo”. Ha tradotto in francese opere di De Sade, di Celine. di Mallarmè, di Spervielle, di Paul Valery. Alla fine del 1980il suo interesse si è spostato syui classici ed ha tradotto Pindaro, Sallustio e Namanziano e tra il 1996e il 1998 ha pubblicato tre volumi sulla letteratura latina. Nel 1998, con la raccolta poetica “Con parole remote”, Feltrinelli, vince il premio internazionale Eugenio Montale. Collabora come critico letterario con il quotidiano Avvenire. Nel n. 209 della rivista Poesia è stato pubblicato un manifesto scritto con Paolo Lagazzi per una nuova critica letteraria. Ha partecipato alle celebrazioni indette a Salerno per Alfonso Gatto e, nel 2010 è stato tra i protagonisti degli incontri internazionali di poesia di Sqarajevo. Nel 2025 è finalista al Premio Strega e il Rhegium Julii per la Sezione poesia con il libro “La materia del contendere”, Garzanti.
Premio “Lorenzo Calogero” per la poesia
La materia del contendere (2025 – Garzanti)
Relatore: Dante Maffia
FABRIZIO MOLLO
Fabrizio Mollo è professore associato di Archeologia classica presso il Dipartimento di Civiltà antiche e moderne della Università di Messina. Autore di oltre 170 pubblicazioni (libri, articoli, atti di convegni), è Direttore scientifico della collana Scientia antiquitatis per la Rubbettino editore. E’ componente della Missione Archeologica italiana presso Skotoussa - Tessaglia (Grecia). E’ Direttore scientifico dei Musei di Blanda. E di Storia naturale del Pollino. Vince la sezione Gaetano Cingari per gli Studi meridionalistici con il volume Gli altri. Le popolazioni non greche della Calabria antica (IX-III Sec, a,C.).
Premio “Gaetano Cingari” per gli Studi meridionalistici
Gli altri. Le popolazioni non greche della Calabria antica (IX-III sec. A.C.), (Rubbettino)
Relatore: Giuseppe Caridi
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